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-Il tenore spagnolo debutta nel repertorio barocco con Enea in Caonia, di Hasse, prima di cantare il suo primo Rodolfo de La Bohème alla Royal Opera Oman. Inoltre, inaugura la programmazione lirica de La Coruña con un recital il prossimo 8 settembre.

Settembre 2019
Celso Albelo continua ad ampliare il suo repertorio prima con il ruolo principale di un’opera barocca che verrà recuperata a Roma e poi con il suo primo personaggio pucciniano: l’emblematico Rodolfo de La Bohème. Durante la prima settimana di settembre il cantante delle Canarie si troverà a Roma per la registrazione dell’opera Enea in Caonia del compositore barocco Johann Adolf Hasse, un capolavoro perduto dell’autore tedesco che ritorna in vita dopo 300 anni di oblio, che verrà inciso per la prima volta nello storico Teatro di Villa Torlonia  con la Enea Barock Orchestra, diretta da Stefano Montanari. Il complesso, creato recentemente, è guidato dal contralto Francesca Ascioti con Alessio Arzilli e il musicologo Giovanni Andrea Sechi. Per Albelo questa prima incursione nello stile barocco “è un’opportunità per applicare la mia tradizionale linea belcantista a un modo di cantare in cui mi trovo molto a mio agio. Avere iniziato nella lirica con il bel canto romantico mi aiuta ad affrontare queste sfide in cui si deve usare un fraseggio carico di significato drammatico che si unisce al virtuosismo dello stile ”. Insieme al tenore spagnolo nel ruolo di Niso ci saranno anche Carmela Remigio, Paola Valentina Montanari e Raffaella Lupinacci. L’album verrà presentato nel 2020 con un tour di concerti che inizierà a Roma e finirà in varie città europee.

In seguito Albelo ritornerà a far parte della stagione lirica di A Coruña, dove lavora da più di dieci anni per l’Associazione degli amici dell’Opera di cui è membro onorario. L’8 settembre inaugurerà il ciclo 2019 al Teatro Colón con un programma di musica latino-americana, opera e zarzuela in un recital in cui sarà accompagnato da Juan Francisco Parra.

Già nel mese di ottobre, Albelo farà un nuovo passo fondamentale nella sua carriera interpretando il suo primo personaggio pucciniano, niente di meno che Rodolfo de La Bohème. “Per un tenore si tratta di un ruolo emblematico e, nel mio caso, è anche un sogno diventato realtà, un obiettivo che perseguivo da molto tempo e che arriva al momento giusto. Il personaggio è accattivante, così come la popolare storia dei bohémienne, con una musica straordinaria nata da uno dei più grandi geni del teatro musicale di tutti i tempi. È vero che l’orchestra pucciniana è molto più densa di quella belcantista, ma mi sto preparando ad affrontarla nel modo migliore da mesi. La verità è che sono felicissimo”, afferma il cantante, che debutterà al Royal Opera House di Muscat, nel Sultanato dell’Oman. In questa occasione, Giuseppe Finzi sarà responsabile del Coro dell’Opéra de Monte-Carlo e dell’Orchestra Filarmonica del Principato in una produzione di Jean-Louis Grinda, con la soprano Irina Lungu nel ruolo di Mimì.